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Troppi blackout, scoppia la rivolta

Troppo caldo in città ed gli impianti di condizionamento mandano in tilt la rete elettrica. Una situazione che ieri ha fatto scattare la rivolta: a Tor Bella Monaca è stato persino necessario l’intervento dei Carabinieri. Esasperati dal caldo si sono riversati in strada per una manifestazione spontanea e, mentre alcuni di loro si dirigevano alla volta della via Casilina per bloccarla in segno di protesta, un corteo di un centinaio di residenti dei quartieri di Tor Bella Monaca, Torre Angela e Due Leoni ha raggiunto la stazione dei carabinieri di Tor Bella Monaca per denunciare l’assenza di corrente elettrica dal pomeriggio. All’origine del guasto un black out che ha interessato circa mille utenze tra via Agostini e via Alì. I militari si sono dunque attivati per sollecitare l’intervento di Acea e per scortare i tecnici giunti sul posto: nella notte il guasto è stato risolto. Sarà chiuso questa mattina, inoltre, il cantiere per l’incendio divampato martedì pomeriggio tra i cavi elettrici della galleria dei servizi dell’Acea, tra via Cavour e via Torino: è stato necessario l’intervento di 28 squadre di tecnici, per ripristinare la corrente e i normali servizi a circa 13 mila utenze, e dei vigili del fuoco per spegnere in più di sette ore le fiamme che hanno interessato 13 cavi e circa 20 metri del canale di fili elettrici, del telefono e di fibra ottica. Il black out nel Centro ha provocato inoltre non pochi disagi anche alla viabilità, mandando in tilt anche vari semafori ed i tombini sprofondati nel catrame, fuso dal calore: ieri notte infatti è stata necessaria la deviazione di diverse linee notturne.

Entra in questi giorni in vigore inoltre la nuova direttiva 2010/31/CE sulle prestazioni energetiche degli edifici, pubblicata sulla Gazzetta Europea del 18 giugno 2010. A oggi, gli immobili rappresentano circa il 40 per cento del consumo totale di energia dell’Unione europea e sono una grande fonte di emissioni di gas serra. Il nuovo testo, che abroga la direttiva 2002/91/CE, a partire dal primo febbraio 2012, promuove “il miglioramento della prestazione energetica degli edifici all’interno dell’Ue, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni relative al clima degli ambienti interni e all’efficacia sotto il profilo dei costi”. Secondo le nuove norme, in Europa le abitazioni di nuova costruzione dovranno rispondere a elevati standard di risparmio energetico, nonché essere a “energia quasi zero” con l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Sono esclusi dalle nuove norme gli edifici storici, i luoghi di culto, abitazioni utilizzate per meno di quattro mesi all’anno e con un consumo energetico del 25 per cento circa rispetto a quello annuale, gli edifici temporanei con un tempo di utilizzo di due anni.

Gli Usa studiano il condizionatore di nuova generazione

Il picco dei consumi elettrici registrato la scorsa settimana essenzialmente a causa del supersfruttamento degli impianti di condizionamento fa riflettere non solo sull’efficienza energetica degli edifici, ma anche dei condizionatori. Lasciati accesi tutto il giorno, lasciano respirare nell’afa, ma danneggiano l’ambiente e svuotano i portafogli. La soluzione potrebbe arrivare dagli Stai Uniti. All’Università del Maryland stanno studiando un materiale “termo elastico” che potrebbe far funzionare i condizionatori col 175% di efficienza energetica in più. I ricercatori stanno perfezionando un nuovo metallo che funziona come un radiatore solido, al contrario del normale sistema a circuito liquido che viene utilizzato su qualsiasi sistema di raffreddamento dell’aria, dal piccolo impianto civile alla grande areazione industriale. Realizzare il primo prototipo costerà 500.000 dollari.

Per caro-bollette,stop elettrodomestici spreconi

Nelle prime settimane di luglio, secondo ilgruppo Unieuro, le vendite di condizionatori "sono sensibilmente aumentare rispetto al 2009, confermando il comportamento d’acquisto ‘emotivo’ degli italiano" che corrono a comprare i condizionatori quando il caldo diventa intenso. Gli apparecchi per il freddo sono quelli che assorbono maggiore quantità di energia nelle case (23%) rispetto agli altri elettrodomestici e per ridurre la bolletta energetica dei cittadini si è attivata l’Unione Europea attraverso un regolamento comunitario che, dal 1 luglio, ha messo al bando i frigoriferi e congelatori di classe inferiore alla A, (l’etichetta energetica di colore verde che indica un minor consumo di energia). Sul mercato saranno immessi d’ora in poi solo apparecchi di classe A, A+ e A++ e presto arriveranno direttive anche per gli altri elettrodomestici, mentre i prodotti in stock, considerati come già immessi, potranno essere ancora venduti fino ad esaurimento (quelli delle classi da B a G). Il risparmio energetico che si otterrà, secondo Arianna Vitali, responsabiledel programma energia del WWF EPO (European Policy Office),sarà di circa 6 Twh all’anno nel 2020, "cifra che corrisponde al consumo di elettricità utilizzata in un anno a scopi domestici in Portogallo". I consumatori, però, sono all’oscuro rispetto alla rivoluzione delle etichette. Secondo PrimoMastrantoni, segretario nazionale dell’Aduc "manca del tutto l’informazione" ed è possibile che "con l’intenzione di rincorrere l’occasione, si acquistino elettrodomestici a prezzi stracciati che però consumano molta più energia". La differenza nel consumo di energia è significativa: un frigo A++ consuma in media 120 kwh per anno, un frigo B ne consuma 300, più del doppio. Il regolamento europeo, secondo Mastrantoni, consentirà agliitaliani un risparmio di 40-60 euro all’anno, "poca cosa,rispetto al vantaggio per i produttori di energia – aggiunge il segretario dell’Aduc – che avranno bisogno di produrre menoenergia e di conseguenza fare meno importazioni di petrolio o di gas". La semplificazione voluta dalla Comunità europea, però,secondo il WWF, rischia di creare ulteriore confusione per i cittadini, perché la suddivisione in sotto classi (A+ e A++) non rende efficacemente il forte divario nel consumo di energia, per questo l’organizzazione ha investito nella realizzazione di un sito www.eurotopten.it che analizza elettrodomestici, televisori, stampanti e autovetture e li classifica in base all’efficienza energetica, all’impatto ambientale e ad altri criteri di qualità. "Un frigo A++ consuma il 45% in meno di un frigo A – conclude Vitali – questo vuol dire che l’etichetta non riesce a fare bene la differenza fra un frigo A ed un frigo A++:il consumatore può pensare che entrambi gli elettrodomestici siano efficienti visto che hanno l’etichetta A ma il consumo energetico medio varia moltissimo. Se i circa 18 milioni di apparecchi di refrigerazione per uso domestico venduti in Europa ogni anno fossero tutti A, questi nuovi elettrodomestici userebbero ogni anno 3.9 miliardi di kWh, se fossero tutti A++ il consumo totale sarebbe invece di 2.1 miliardi di Kwh l’anno". -ansa-

Google: energia eolica per alimentare i centri dati

Google sempre più ‘verde’: il colosso di Mountain View ha annunciato che per i prossimi vent’anni comprerà energia eolica da NextEra Energy per alimentare alcuni dei suoi centri dati. L’accordo arriva a tre mesi dall’investimento di quasi 39 milioni di dollari in due impianti di energia eolica del Nord Dakota, sviluppati sempre da NextEra Energy, in grado di produrre abbastanza energia per soddisfare il fabbisogno di oltre 55 mila abitazioni. Google Energy, creata a dicembre scorso proprio per consentire alla compagnia di acquistare grossi volumi di rinnovabili, comincerà a comprare energia eolica a partire dal 30 luglio da uno stabilimento di NextEra situato nell’Iowa. L’iniziativa rientra nella strategia "verde" del colosso californiano che sul blog aziendale ricorda come già il quartier generale nella Silicon Valley sia alimentato con un impianto di energia solare "fra i più grandi esistenti a livello aziendale". -ansa-

Cortocircuito su impianto elettrico provoca rogo in casa

Incendio dovuto a un cortocircuito sull’impianto elettrico provoca la morte di un uomo e il ferimento della sorella. È di un morto e un ferito grave il bilancio del rogo divampato ieri mattina in un palazzo al numero 51 di via Gela, zona San Giovanni. Erano quasi le 11 quando nell’appartamento dove vivevano due anziani fratelli un cortocircuito all’impianto elettrico, provocato probabilmente da una macchinetta del caffè, ha fatto scoppiare l’incendio nel quale è rimasto ucciso Eduardo Erbibe di 78 anni, trovato senza vita in balcone dove aveva tentato invano di rifugiarsi. Salva, ma in gravissime condizioni la sorella 74enne Neria, subito trasportata all’ospedale San Giovanni con ustioni alla gambe, alle braccia e con un’intossicazione.

Con l’impianto centralizzato ci guadagna pure l’ambiente

Impianto centralizzato? Conviene. Dopo il trionfo degli appartamenti con riscaldamento autonomo, negli anni ottanta e novanta, gli utenti tornano a scegliere la caldaia condominiale, ma di nuova generazione. Scelte che vengono soprattutto dal Nord Italia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Lombardia in testa, dove negli ultimi due anni la rigidità delle temperature ha portato a riconsiderare l’opzione dell’impianto. Secondo i dati di immobiliare.it il 10% delle case di nuova costruzione o ristrutturate, ne ha uno centralizzato a termovalvole. Valore che è quasi raddoppiato se confrontato con quello dello scorso anno e quintuplicato rispetto ad appena 24 mesi fa. Il centralizzato a termovalvole unisce il risparmio della caldaia condominiale alla possibilità di regolare il flusso di calore stanza per stanza e radiatore per radiatore. «Le caldaie centralizzate – spiega Stefano Ciafani di Legambiente – sono sempre più efficienti. Fino agli anni novanta l’affermazione del termoautonomo ha contribuito a svecchiare gli impianti a olio combustibile o carbone, che erano molto inquinanti. Ma oggi conviene tornare alla caldaia condominiale, sia per ragioni economiche che ecologiche. Sarebbe inoltre utile prevedere la contabilizzazione dei consumi appartamento per appartamento. Così si incentiva il risparmio». AMilano, per fare un esempio, c’è un limite di 20 gradi ad appartamento, spesso sforato, anche inconsapevolmente. Il centralizzato con le termovalvole potrebbe essere l’ideale per controllare i consumi. A beneficio del portafogli e dell’ambiente.

Ambiente: in Veneto casa passiva che si riscalda da sola

A Pieve di Soligo (Treviso) nasce la casa passiva, che si riscalda da sola e taglia la bolletta del gas. In via Sabin sta infatti nascendo una delle poche ”passivhaus” del mondo (cioe’ autosufficienti dal punto di vista energetico) e uno dei rari esempi in Veneto. Le case passive – che producono tutta l’energia che consumano da fonti rinnovabili, abbattendo le emissioni inquinanti e azzerando le spese di riscaldamento – sono 15 mila in tutto il pianeta, di cui il 99% nell’Europa del Nord. La casa passiva di via Sabin e’ composta da 14 appartamenti e due negozi, si riscalda e si rinfresca grazie all’energia proveniente dalla terra. A far funzionare la pompa di calore che traduce l’energia geotermica in caldo e freddo e’ l’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici installati sul tetto, che coprono anche i fabbisogni elettrici della parti comuni (luci scale, ascensore, ecc.). L’acqua viene scaldata con lo stesso sistema. Una delle tecnologie piu’ avanzate e’ la ventilazione meccanica controllata con recupero di energia, che serve a cambiare l’aria delle stanze introducendone sempre di nuova, pulita e filtrata, e alla giusta temperatura. Altri risparmi si producono grazie ad accorgimenti come il ”punto acqua calda” di cui sono dotati gli elettrodomestici – lavatrici e lavastoviglie – che possono cosi’ utilizzare acqua gia’ a 50 gradi senza doverla riscaldare o come il recupero dell’acqua piovana per usi non sanitari (sciacquoni, innaffiamento piante), che si traduce in tagli anche sulla bolletta dell’acqua.(Ansa)

7,5 MW solari in Puglia

La Convert Italia annuncia la costruzione di 7,5 MW solari in Puglia. Convert Italia, l’azienda leader nel mercato della realizzazione chiavi in mano di impianti fotovoltaici, ha annunciato, nell’ultima edizione di Zeroemission 2009, di aver firmato un contratto per costruirne una serie appunto in Puglia per conto di LD Vert, societa’ di scopo creata ad hoc insieme con un fondo estero. Nel corso dei prossimi nove mesi Convert Italia realizzera’ impianti nelle localita’ Erchie, San Pancrazio Salentino, Ortanova e Cerignola per un valore di 7,5 MW per un valore pari a 32 milioni di euro. I cantieri di due impianti partiranno entro i prossimi 10 giorni, i restanti due entro febbraio e la conclusione dei lavori e’ prevista entro il mese di giugno.
A livello occupazionale dovrebbero essere utilizzate in totale circa 50 unita’ lavorative per cinque mesi di durata dei lavori. Una volta consegnati gli impianti, Convert si occupera’ della gestione degli stessi, che verra’ affidata alla societa’ con un contratto ventennale. ”L’accordo che abbiamo sottoscritto – dichiara Oliviero Armezzani, Direttore Sviluppo Strategico di Convert Italia SpA – prevede una capienza massima di 20 MW, che equivale a un valore potenziale di 84 milioni di euro. La partenza di questa prima tranche di impianti gia’ autorizzati – continua Armezzani – e’ una tappa importante dello sviluppo dell’azienda che prosegue nel suo percorso della ricerca dell’innovazione e delle partnership operative”. (ANSA).

Fotovoltaico: 10mila megawatt su 7% dei tetti

In Italia basterebbe che il 7% dei tetti fosse coperto da pannelli fotovoltaici per avere a disposizione una potenza di 10mila megawatt, equivalente alla potenza complessiva di circa sei moderne centrali nucleari: e’ quanto emerge dai presentati a Milano dal vicedirettore generale di Legambiente Andrea Poggio,. ”Si accusano le rinnovabili di essere aleatorie – ha attaccato l’ambientalista, intervenuto oggi a un incontro sul nucleare organizzato nell’ambito dei saloni LivinLuce e EnerMotive a Fieramilano – ma sull’atomo girano cifre e studi circa i costi, che presentano una forbice tale che francamente non so a chi credere”. La scala delle priorita’ nelle scelte nazionali di politica energetica, secondo Poggio, dovrebbe essere questa: in primo luogo, investire sull’efficienza, riducendo gli sprechi; puntare poi in modo deciso sullo sviluppo delle rinnovabili e solo in terza battuta ragionare su un ricorso eventuale al nucleare adeguato al fabbisogno dell’Italia. ”Se ci fosse un piano serio che ponga al centro questi punti – ha detto – siamo anche disposti a discuterne, ma per come e’ impostato oggi il discorso sono pronto a dissotterrare l’ascia di guerra. Non ho dubbi su da che parte stare”.(Ansa)

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