Dopo i 100 Watt ora tocca ai 75. Vanno progressivamente in pensione le lampadine a incandescenza: nei paesi dell’Unione Europea quelle da 75 watt potranno essere vendute solo fino a che non saranno esaurite le scorte rimaste in magazzino e, nel giro di pochi mesi, potrebbe essere praticamente impossibile trovarne una sugli scaffali dei negozi. La decisione di sostituire le vecchie lampade con prodotti più moderni ed efficienti, come le lampade a risparmio energetico fluorescenti o a led, è stata presa dall’Unione Europea che, un anno fa (il 1/o settembre 2009), aveva tolto dal mercato quelle da 100 Watt. Tra un anno toccherà alle lampadine a incandescenza da 60 Watt, poi a quelle da 40 e da 25 Watt nel settembre 2012. L’Ue stima che, sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potrebbero risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l’anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2. Per fare un paragone, il consumo di uno stato come la Romania in un anno intero. "Si tratta di un percorso importante verso la riduzione dei consumi energetici, al quale guardiamo con positività" spiega Eva Alessi, responsabile progetti internazionali del Wwf. "Ognuno di noi deve essere consapevole che per ridurre i consumi energetici e di conseguenza diminuire l’impatto ambientale bisogna da una parte evitare gli sprechi, dall’altra scegliere prodotti più efficienti", prosegue Alessi ricordando che con il progetto Eurotopten Italia (www.eurotopten.it) "proviamo a dare dei consigli a chi deve comprare un nuovo elettrodomestico o sostituire una lampadina". "Per quanto riguarda l’illuminazione la scelta migliore sono i led o le lampadine fluorescenti compatte – conclude l’esponente del Wwf – perché ovviamente la riduzione dei consumi energetici riguarda sia l’uso domestico che quello commerciale".
L’impianto, del costo di 60 milioni, avrà una una capacità produttiva di 55 megawatt. Aperto il cantiere per la costruzione della centrale a biomasse a Bistrigna, in Comune di Staranzano. Fine lavori 31 maggio 2013. È dunque iniziata la costruzione dell’impianto a biomasse da 55 megawatt, alimentata da fonti rinnovabili e olio vegetale. E se tutte le tappe rispetteranno i tempi stabiliti dal progetto fra tre anni comincerà la produzione dell’energia elettrica “da esportazione”. Verrà costruito dalla B.O. Power per conto dell’Elettrostudio di Venezia-Mestre che ha realizzato il progetto. La centrale, che costerà 60 milioni di euro, in base alla convenzione, porterà un beneficio economico in 15 anni nelle casse del Comune di 3 milioni e 300 mila euro, a cui si aggiungeranno 2 milioni di euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettante zone del paese. In uno degli ultimi consigli comunali, inoltre, era stata approvata una fidejussione del valore di un milione di euro a garanzia di tutela del territorio nel caso in cui l’imprenditore decida di abbandonare il progetto, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente.
Si chiama "HyDro-power" e promette grandi risparmi di energia nei condomini. E’ l’originale sistema ideato da uno studente inglese di design industriale, Tom Broadbent, per il riutilizzo delle acque reflue di casa (cioé quelle che scendono dagli scarichi della lavatrice, dalla doccia, dai lavandini e dallo sciacquone del wc), che vengono trasformate in energia elettrica. Il sistema è composto essenzialmente da un generatore di corrente dedicato ai condomini, che collegato alle tubature degli scarichi si occupa di generare watt. Si tratta di un affare non da poco, se si considera ad esempio che metà del mondo utilizza la toilette lasciando scivolare nelle tubature settemila litri di acqua all’anno. Il funzionamento dell’apparecchio è semplice: l’acqua che scende dalle tubature del palazzo viene raccolta e incanalata nella macchina, che con quattro turbine permette l’attivazione del generatore di corrente elettrica. L’energia prodotta viene poi utilizzata o nel palazzo stesso, magari per il funzionamento dell’ascensore, delle luci nelle scale o ancora per gli impianti di condizionamento, oppure rivendendola al gestore elettrico nazionale, sull’esempio di quanto già avviene per gli impianti fotovoltaici. "HyDropower" promette quindi costi contenuti e risparmi interessanti: in un palazzo di sette piani è stato calcolato che le bollette potrebbero ridursi di una cifra pari a 1500 dollari all’anno (pari a 1160 euro). Il dottor Guy Bingham, a capo del corso universitario di design industriale, è convinto che l’idea dello studente sia "davvero una novità nel settore della micro-generazione energetica" e che il prototipo reale sia "semplicemente fantastico", ma si attende di vedere l’HighDro-power testato su campo attraverso l’installazione in un edificio. (ANSA).
"Il Comune dell’Aquila – si apprende da un comunicato stampa dell’Ugl – ha deciso di tagliare drasticamente le spese per i servizi di pulizia. Questa decisione, oggettivamente incomprensibile, ha portato la ditta Cometa srl, che gestisce il servizio, a dichiarare un esubero di 12 addetti su un totale di 20." "I 12 lavoratori in esubero – continua la nota – sono stati messi, per ora, in cassa integrazione ma la situazione è destinata a peggiorare in quanto il nuovo bando di affidamento del servizio, già pubblicato dal Comune, conferma il taglio delle ore. Le ore retribuite per le pulizie sono passate da 1.700 al mese ad appena 700. L’amministrazione giustifica questo taglio con la riduzione dei metri quadri da pulire che sono passati da 36.000 prima del sisma ad appena 14.000 ora." "Questo discorso – conclude l’Ugl – ci appare semplicistico e superficiale perché non si è tenuto conto che, a fronte dei 12 plessi dislocati in centro sino al 06 Aprile 2009, ad oggi i plessi da pulire sono 24 sparpagliati per tutto il territorio il che comporta un dispendio orario lavorativo anche superiore rispetto al preesistente. Chiediamo quindi al Sindaco un intervento immediato al fine di scongiurare questo ennesimo scempio occupazionale. Se non si avranno risposte immediate, inizieremo le prime azioni di sciopero. Basta con le chiacchiere e gli slogan, per salvare la città servono gesti concreti!" -ilcapoluogo.com-
L’Enea e due aziende italiane si sono aggiudicate una commessa internazionale da 49 milioni per la realizzazione del componente più costoso e strategico del reattore sperimentale a fusione nucleare Iter, la cui costruzione è prevista in Francia, a Caradache. Le due aziende sono la Criotec Impianti, esperta nella realizzazione di componenti operanti alle bassissime temperature, e la Tratos Cavi, esperta nella produzione di cavielettrici, elettronici e fibre ottiche. I partner industriali, rileva l’Enea in una nota, sono stati individuati dall’Agenzia per la partecipazione congiunta alla gara bandita dall’Agenzia Europea "Fusion for Energy", per la produzione di cavi superconduttori per i magneti destinati al reattore internazionale Iter e a quello giapponese JT-60SA. La commessa, della durata di 5 anni, sarà gestita dal Consorzio italiano per la superconduttività applicata (Icas) coordinato dall’Enea e in via di costituzione. Il materiale base per il superconduttore fornito da Fusion for Energy, per un valore pari a 90 milioni di Euro, subirà una prima lavorazione presso lo stabilimento Tratos di Pieve Santo Stefano (Arezzo) e verrà poi spedito alla Criotec di Chivasso (To) per l’assemblaggio finale. L’Enea supervisionerà e coordinerà tutte le attività. -ansa-
In questi giorni caldo e afa non danno tregua e raffreddare la propria casa con i condizionatori è una delle attività più svolta in assoluto. Un’attività che implica un consumo di energia elettrica abbastanza elevato. Anzi possiamo dire che è il maggior consumo previsto in una casa. Secondo alcune stime, gli elettrodomestici coprono circa il75%della bolletta elettrica (Fonte Guida sistema servizi Cgil). Ecco alcuni esempi tutti in percentuale: la lavatrice 7, la lavastoviglie 6, il boiler elettrico 8l l’audio e video 10, l’illuminazione 12 eccetera. Mantenere la casa fresca d’estate senza consumare troppa energia e quindi senza dipendere dal condizionatore potrebbe essere una buona soluzione per non spendere troppo. Certo sembra una cosa molto difficile da mettere in pratica. Come si può fare? Basta mettere in campo alcuni piccoli accorgimenti. Per esempio – si legge in una guida al risparmio realizzata da Cgil servizi – arieggiare bene di notte, specie nelle ore che precedono l’alba, quando la temperatura è più fresca e creare, nella abitazioni con una doppia esposizione, una moderata corrente d’aria. Di giorno, invece, tenere porte e finestre chiuse, evitare che i vetri delle finestre siano colpiti direttamente dai raggi solari ombreggiandoli dall’esterno con tende, veneziane o frangisole, non usare a lungo i fornelli di giorno. È meglio cuocere i cibi in anticipo la sera, arieggiando poi bene la cucina durante la notte. In particolare proprio le spese per il riscaldamento o per il raffreddamento della casa sono quelle che incidono maggiormente sulla bolletta energetica. Per questo è opportuno adottare alcune buone prassi per evitare la dispersione del calore (d’inverno) e l’acquisizione di calore dall’esterno (d’estate). Tra le prime misure da adottare c’è il controllo dei radiatori e delle caldaie, il mantenimento della temperatura interna della casa, d’inverno sui 19, così da limitare i consumi di riscaldamento, la regolazione del termostato del condizionatore (d’estate) in maniera tale da ottenere una differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno che non superi i 5 gradi, la pulizia dei filtri del condizionatore e la scelta di apparecchi con tecnologia «inverter», che consentono un risparmio di energia.
Imparare a usare bene (meglio) il ventilatore, ma anche la lavatrice, il condizionatore e la lavastoviglie. A Roma negli ultimi giorni i black out si sono susseguiti creando notevoli disagi ai cittadini. Per evitarli, la strada è una sola: ridurre il consumo di energia elettrica e salvaguardare l’impianti elettrici. Ecco alcuni suggerimenti, presenti sul sito Ambientandoci.it:
Lavatrice
Utilizzare sempre il pieno carico e scegli lavaggi a bassa temperatura: il ciclo a 90° con prelavaggio è il più dispendioso.
Frigo e congelatore
Non riempirli troppo. Evitare di aprire il frigorifero e il congelatore troppo spesso e troppo a lungo. Controllare che le guarnizioni di gomma della porta siano sempre in buono stato.
Condizionatore
Orientarsi su modelli che utilizzano la tecnologia a “pompa di calore”(massima resa / minimo consumo). Regolare il termostato su una posizione intermedia. Verificare la chiusura e la buona tenuta di porte e finestre e tenere abbassate le tapparelle nelle ore di esposizione al sole.
Gli altri apparecchi elettrici
Non tenere i piccoli elettrodomestici in stand-by (tv, stereo, videoregistratore, caricabatteria del cellulare, pc). Usare il ferro da stiro prima delle 9 e dopo le 20 e regolare correttamente il termostato.
Troppo caldo in città ed gli impianti di condizionamento mandano in tilt la rete elettrica. Una situazione che ieri ha fatto scattare la rivolta: a Tor Bella Monaca è stato persino necessario l’intervento dei Carabinieri. Esasperati dal caldo si sono riversati in strada per una manifestazione spontanea e, mentre alcuni di loro si dirigevano alla volta della via Casilina per bloccarla in segno di protesta, un corteo di un centinaio di residenti dei quartieri di Tor Bella Monaca, Torre Angela e Due Leoni ha raggiunto la stazione dei carabinieri di Tor Bella Monaca per denunciare l’assenza di corrente elettrica dal pomeriggio. All’origine del guasto un black out che ha interessato circa mille utenze tra via Agostini e via Alì. I militari si sono dunque attivati per sollecitare l’intervento di Acea e per scortare i tecnici giunti sul posto: nella notte il guasto è stato risolto. Sarà chiuso questa mattina, inoltre, il cantiere per l’incendio divampato martedì pomeriggio tra i cavi elettrici della galleria dei servizi dell’Acea, tra via Cavour e via Torino: è stato necessario l’intervento di 28 squadre di tecnici, per ripristinare la corrente e i normali servizi a circa 13 mila utenze, e dei vigili del fuoco per spegnere in più di sette ore le fiamme che hanno interessato 13 cavi e circa 20 metri del canale di fili elettrici, del telefono e di fibra ottica. Il black out nel Centro ha provocato inoltre non pochi disagi anche alla viabilità, mandando in tilt anche vari semafori ed i tombini sprofondati nel catrame, fuso dal calore: ieri notte infatti è stata necessaria la deviazione di diverse linee notturne.
Entra in questi giorni in vigore inoltre la nuova direttiva 2010/31/CE sulle prestazioni energetiche degli edifici, pubblicata sulla Gazzetta Europea del 18 giugno 2010. A oggi, gli immobili rappresentano circa il 40 per cento del consumo totale di energia dell’Unione europea e sono una grande fonte di emissioni di gas serra. Il nuovo testo, che abroga la direttiva 2002/91/CE, a partire dal primo febbraio 2012, promuove “il miglioramento della prestazione energetica degli edifici all’interno dell’Ue, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni relative al clima degli ambienti interni e all’efficacia sotto il profilo dei costi”. Secondo le nuove norme, in Europa le abitazioni di nuova costruzione dovranno rispondere a elevati standard di risparmio energetico, nonché essere a “energia quasi zero” con l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Sono esclusi dalle nuove norme gli edifici storici, i luoghi di culto, abitazioni utilizzate per meno di quattro mesi all’anno e con un consumo energetico del 25 per cento circa rispetto a quello annuale, gli edifici temporanei con un tempo di utilizzo di due anni.
Il picco dei consumi elettrici registrato la scorsa settimana essenzialmente a causa del supersfruttamento degli impianti di condizionamento fa riflettere non solo sull’efficienza energetica degli edifici, ma anche dei condizionatori. Lasciati accesi tutto il giorno, lasciano respirare nell’afa, ma danneggiano l’ambiente e svuotano i portafogli. La soluzione potrebbe arrivare dagli Stai Uniti. All’Università del Maryland stanno studiando un materiale “termo elastico” che potrebbe far funzionare i condizionatori col 175% di efficienza energetica in più. I ricercatori stanno perfezionando un nuovo metallo che funziona come un radiatore solido, al contrario del normale sistema a circuito liquido che viene utilizzato su qualsiasi sistema di raffreddamento dell’aria, dal piccolo impianto civile alla grande areazione industriale. Realizzare il primo prototipo costerà 500.000 dollari.
3 settembre, 2010 in 
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