InI talia la sostituzione degli elettrodomestici obsoleti, stimati in circa 20 milioni, con apparecchi di nuova generazione e a basso consumo, comporterebbe accanto a un significativo risparmio di elettricità l’abbattimento di emissioni di Co2 per circa 2,3 milioni di tonnellate. È quanto emerge da una analisi del Ceced, l’associazione dei produttori di apparecchi domestici e professionali. Il loro contributo al risparmio energetico e alla conseguente riduzione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera è stato riconosciuto dalla Commissione Europea come il più importante nella Ue. Dal 1997 (avvio degli accordi volontari per l’efficienza energetica), i soli grandi elettrodomestici hanno fatto risparmiare 34 TWh di elettricità, tagliando di 17 milioni di tonnellate le emissioni di Co2 dalle centrali di generazione. Se i 188 milioni di elettrodomestici obsoleti ed energivori, in uso da oltre 10 anni nella Ue, fossero tutti sostituiti, secondo il Ceced, si risparmierebbero 44 TWh di elettricità, pari alla riduzione di circa 22 milioni di tonnellate di Co2. Sarebbe come chiudere 9 centrali termoelettriche da 500 MW. Particolare importanza può assumere l’adozione di una politica di promozione degli apparecchi con maggiore efficienza energetica. In tal senso l’esperienza degli incentivi per frigo e congelatori di Classe A+ e A++ è stata particolarmente positiva: le vendite sono più che raddoppiate rispetto all’anno precedente, determinando un risparmio di circa 44 GWh di elettricità, e un conseguente abbattimento delle emissioni di Co2 nell’atmosfera per 28.000 tonnellate. Di forte significato ecologico sono i miglioramenti dell’efficienza energetica e dell’abbattimento di emissioni pericolose per salute e ambiente ottenuti dal comparto dei caminetti e stufe, in cui l’industria italiana è leader mondiale. I prodotti attuali hanno efficienze uguali o superiori alle caldaie a gas più moderne. -Dnews-
Un costoso primato, quello dell’Italia, sui prezzi di luce e gas: restano i più alti dell’Unione europea sia per le imprese sia per le famiglie, anche se per queste ultime il divario si sta riducendo. Lo si legge nella Relazione annuale dell’Autorità per energia e gas, secondo cui nel secondo semestre del 2010 le imprese italiane hanno pagato prezzi dell’energia elettrica, al lordo delle imposte, superiori del 26% alla media europea per tutte le classi di consumo. Per quanto riguarda le famiglie, quelle con bassi consumi pagano il 12% in meno rispetto ai livelli medi europei, mentre per i consumi più elevati l’Italia presenta prezzi lordi maggiori del 12,3%, «sebbene il divario si sia attenuato rispetto al passato ». Per il gas, infine, le famiglie italiane nel 2010 hanno pagato un prezzo in linea con la media europea al netto delle imposte e maggiore al lordo. Come spiegato dal presidente dell’Authority, Bortoni, il confronto con l’anno precedente «evidenzia in Italia una diminuzione dei prezzi dell’energia elettrica per usi domestici in Italia del 4%, contro un incremento per i prezzi europei che si attesta intorno al 5%». Con riferimento alle classi di consumo superiori a 5.000 kWh annui, nel secondo semestre 2010 i prezzi lordi italiani hanno registrato riduzioni comprese tra l’8% e il 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mantenendo tuttavia un differenziale notevole rispetto ai prezzi medi europei. Bortoni ha assicurato che la crisi libica non minaccia la sicurezza delle forniture di petrolio, ma permane il rischio prezzi: «Senza infrastrutture l’Italia sarà condannata a diventare una "provincia" del gas». -Dnews-
Tariffe: da domani aumentano luce e gas. Da domani le tariffe della luce e del gas aumenteranno. L’Autorità per l’energia ha previsto un rialzo dell’ 1,9% per l’elettricità e per il gas del 4,2%. Una famiglia tipo spenderà dunque 8 euro in più per la luce e circa 44 euro in più per il gas. In totale l’aggravio di spesa è dunque di 52 euro su base annua. L’Autorità ricorda comunque che per contenere almeno in parte le bollette è stato deciso di mantenere anche per il prossimo anno la formula di aggiornamento dei prezzi del gas.
Si celebra in questi giorni negli Stati Uniti l’anniversario della lampadina di Livermore. Accesa dalla bellezza di 110 anni, la lampadina illumina, con la sua luce fioca, la caserma dei pompieri della cittadina californiana. Anche da noi, in Italia, l’anniversario non è passato inosservato: la lampadina, infatti, negli anni ha assunto il ruolo di un simbolo dell’anticonsumismo, come scoprì il signor Shelby, il suo fabbricante, che fu costretto al fallimento proprio perchè produceva lampadine che ala fine non “morivano” mai.
Terna ha presentato ieri il progetto della linea elettrica «Sorgente Rizziconi» tra Sicilia e Calabria. Secondo la società sarà il più lungo collegamento elettrico per cavi a corrente alternata del mondo perchè misurerà 105 km, 38 dei quali sotto lo Stretto di Messina. E farà risparmiare 800 milioni di euro l’anno sulla bolletta, e produrrà 700 megawatt di energia pulita in più. Terna investirà nel progetto che collegherà Sorgente (Me) con Rizziconi (Rc) circa 700 milioni di euro.
Nel cantiere è possibile distinguere essenzialmente due tipi di posa dei conduttori elettrici:
La posa fissa è quella che alimenta le utenze fisse del cantiere, principalmente il quadro generale, i sottoquadri, i quadri prese, la gru a torre, i gruppi silos, la molazza, la betoniera ecc. La posa fissa si distingue a sua volta in:
La posa aerea è realizzata di norma su palificazione. I conduttori elettrici adatti a questa posa sono cavi multipolari con isolamento minimo 450/750 V. Per la posa interrata il cavo deve avere un isolamento pari a 0,6/1KV, quindi, con capacità di resistere a sollecitazioni meccaniche di sensibile entità in virtù dello spessore della guaina. La sigla di questi cavi è FG7R e FG7OR 8 (CEI 64/8, art. 522.8.1): I cavi in posa mobile sono quei cavi elettrici che alla fine della giornata lavorativa sono destinati a essere raccolti e depositati in baracca. Questi cavi alimentano le apparecchiature portatili di cantiere usate nelle parti più diverse della costruzione e hanno bisogno per essere alimentate da prolunghe. I cavi adatti a questo tipo di posa hanno sigla H07RNF (CEI 64/8, art. 704.522.8.10) o cavi equivalenti.
Relazione dell’Up: la sola bolletta del petrolio salirà da 28,5 miliardi a circa 36 miliardi di euro, registrando anche in questo caso un massimo assoluto. Romani: puntare sullo sfruttamento dei giacimenti locali di idrocarburi. Il ministro dello Sviluppo ha la ricetta pronta: per rispondere alla sfida energetica lanciata dalla crisi libica e da Fukushima il governo si attende «un significativo contributo dalle produzioni nazionali di idrocarburi già a partire da quest’anno». Il ministro Romani ha citato in particolare gli «sviluppi attesi in Basilicata, dove la produzione aumenterà di oltre 90.000 barili al giorno» e «dell’offshore dove l’Italia vanta un primato mondiale in termini di sicurezza e dove c’è la possibilità di incrementare le nostre produzioni di gas, oggi di 7 miliardi di metri cubi l’anno, di ulteriori 3 miliardi. Senza energia si torna al Medioevo».
Bolletta energetica salatissima per il “consumatore” Italia: il nostro Paese nel 2011 pagherà 63 miliardi di euro per l’approvvigionamento di luce e gas. Si tratta di un record storico se raffrontato con la fattura del 2010 che si assestava a 53,9 miliardi. Lo sostiene l’Unione petrolifera. La sola bolletta del petrolio salirà da 28,5 miliardi a circa 36 miliardi di euro, registrando anche in questo caso un massimo assoluto. L’Up evidenzia che a pesare sulla fattura petrolifera è esclusivamente l’alto prezzo del greggio, visto che i consumi continuano ad essere penalizzati. «La crisi economica – ha sottolineato ancora De Vita – ha colpito pesantemente il sistema industriale italiano e in particolare quello petrolifero, che è stato l’unico a registrare una nuova contrazione nei consumi. Il petrolio è stata infatti l’unica fonte che non ha recuperato nulla di quanto perso nel 2009 a causa della crisi, come hanno invece fatto energia elettrica e gas. Il suo peso sul totale è così sceso intorno al 39% rispetto al 41% del 2009, pur restando la nostra principale fonte di energia».
Rinnovabili, l’agricoltura lombarda con i suoi impianti di biogas è già pronta a fare la sua parte. La politica energetica dell’Italia, anche a seguito dei chiarissimi risultati del recente referendum che ha bloccato l’avvio dello sviluppo del nucleare, dovrà ora puntare ulteriormente sulle fonti rinnovabili; in tale contesto l’agricoltura lombarda è già pronta a fornire il proprio contributo con i suoi 117 impianti di biogas già in funzione ed altri 198 in attesa di entrare in esercizio o di completare l’iter autorizzativo. In un quadro di profonda incertezza legata alla globalizzazione dei mercati, alle forti ed imprevedibili oscillazioni dei prezzi e al generale aumento dei costi di produzione, una parte consistente di imprenditori agricoli della Lombardia ha infatti visto nel campo innovativo delle agroenergie un’importante diversificazione della propria attività. Integrazione, complementarietà, attività connessa e proporzionata alla produzione aziendale tradizionale e non alternativa alla stessa: questi sono infatti i presupposti fondamentali sui quali si basa la posizione favorevole alle agroenergie di Confagricoltura Lombardia, senza dimenticare come per le aziende zootecniche esse possano rappresentare, oltre che un’integrazione del reddito, anche una possibilità di migliore gestione dei reflui di allevamento. Per dare definitivo avvio a un deciso sviluppo del settore, secondo Confagricoltura Lombardia, occorre ora che i decreti attuativi relativi al futuro sistema incentivante vengano al più presto emanati, tenendo conto della necessità di aumentare l’efficienza dei processi produttivi e di promuovere l’uso dei sottoprodotti agricoli e degli effluenti di allevamento, nonché evitando interpretazioni restrittive e disomogenee della normativa ambientale e controproducenti conflittualità tra produzione tradizionale ed energetica.
ContaCorrente è un piccolo congegno digitale che permette di gestire e monitorare il consumo elettrico di apparecchi ed elettrodomestici disseminati per la casa. Realizzato da EnerGrid, società italiana che opera nel settore della vendita di energia elettrica e gas naturale, il dispositivo si può acquistare on line (www.contacorrente.it), è poco più grande di una sveglia, disponibile in due colori (bianco e nero) e si collega direttamente al contatore della luce, consentendo di visualizzare in tempo reale sul display il costo in euro (giornaliero e mensile) dell’energia consumata e il valore di quella eventualmente prodotta da impianti fotovoltaici.
7 luglio, 2011 in 

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