Si celebra in questi giorni negli Stati Uniti l’anniversario della lampadina di Livermore. Accesa dalla bellezza di 110 anni, la lampadina illumina, con la sua luce fioca, la caserma dei pompieri della cittadina californiana. Anche da noi, in Italia, l’anniversario non è passato inosservato: la lampadina, infatti, negli anni ha assunto il ruolo di un simbolo dell’anticonsumismo, come scoprì il signor Shelby, il suo fabbricante, che fu costretto al fallimento proprio perchè produceva lampadine che ala fine non “morivano” mai.
Terna ha presentato ieri il progetto della linea elettrica «Sorgente Rizziconi» tra Sicilia e Calabria. Secondo la società sarà il più lungo collegamento elettrico per cavi a corrente alternata del mondo perchè misurerà 105 km, 38 dei quali sotto lo Stretto di Messina. E farà risparmiare 800 milioni di euro l’anno sulla bolletta, e produrrà 700 megawatt di energia pulita in più. Terna investirà nel progetto che collegherà Sorgente (Me) con Rizziconi (Rc) circa 700 milioni di euro.
Nel cantiere è possibile distinguere essenzialmente due tipi di posa dei conduttori elettrici:
La posa fissa è quella che alimenta le utenze fisse del cantiere, principalmente il quadro generale, i sottoquadri, i quadri prese, la gru a torre, i gruppi silos, la molazza, la betoniera ecc. La posa fissa si distingue a sua volta in:
La posa aerea è realizzata di norma su palificazione. I conduttori elettrici adatti a questa posa sono cavi multipolari con isolamento minimo 450/750 V. Per la posa interrata il cavo deve avere un isolamento pari a 0,6/1KV, quindi, con capacità di resistere a sollecitazioni meccaniche di sensibile entità in virtù dello spessore della guaina. La sigla di questi cavi è FG7R e FG7OR 8 (CEI 64/8, art. 522.8.1): I cavi in posa mobile sono quei cavi elettrici che alla fine della giornata lavorativa sono destinati a essere raccolti e depositati in baracca. Questi cavi alimentano le apparecchiature portatili di cantiere usate nelle parti più diverse della costruzione e hanno bisogno per essere alimentate da prolunghe. I cavi adatti a questo tipo di posa hanno sigla H07RNF (CEI 64/8, art. 704.522.8.10) o cavi equivalenti.
Relazione dell’Up: la sola bolletta del petrolio salirà da 28,5 miliardi a circa 36 miliardi di euro, registrando anche in questo caso un massimo assoluto. Romani: puntare sullo sfruttamento dei giacimenti locali di idrocarburi. Il ministro dello Sviluppo ha la ricetta pronta: per rispondere alla sfida energetica lanciata dalla crisi libica e da Fukushima il governo si attende «un significativo contributo dalle produzioni nazionali di idrocarburi già a partire da quest’anno». Il ministro Romani ha citato in particolare gli «sviluppi attesi in Basilicata, dove la produzione aumenterà di oltre 90.000 barili al giorno» e «dell’offshore dove l’Italia vanta un primato mondiale in termini di sicurezza e dove c’è la possibilità di incrementare le nostre produzioni di gas, oggi di 7 miliardi di metri cubi l’anno, di ulteriori 3 miliardi. Senza energia si torna al Medioevo».
Bolletta energetica salatissima per il “consumatore” Italia: il nostro Paese nel 2011 pagherà 63 miliardi di euro per l’approvvigionamento di luce e gas. Si tratta di un record storico se raffrontato con la fattura del 2010 che si assestava a 53,9 miliardi. Lo sostiene l’Unione petrolifera. La sola bolletta del petrolio salirà da 28,5 miliardi a circa 36 miliardi di euro, registrando anche in questo caso un massimo assoluto. L’Up evidenzia che a pesare sulla fattura petrolifera è esclusivamente l’alto prezzo del greggio, visto che i consumi continuano ad essere penalizzati. «La crisi economica – ha sottolineato ancora De Vita – ha colpito pesantemente il sistema industriale italiano e in particolare quello petrolifero, che è stato l’unico a registrare una nuova contrazione nei consumi. Il petrolio è stata infatti l’unica fonte che non ha recuperato nulla di quanto perso nel 2009 a causa della crisi, come hanno invece fatto energia elettrica e gas. Il suo peso sul totale è così sceso intorno al 39% rispetto al 41% del 2009, pur restando la nostra principale fonte di energia».
Rinnovabili, l’agricoltura lombarda con i suoi impianti di biogas è già pronta a fare la sua parte. La politica energetica dell’Italia, anche a seguito dei chiarissimi risultati del recente referendum che ha bloccato l’avvio dello sviluppo del nucleare, dovrà ora puntare ulteriormente sulle fonti rinnovabili; in tale contesto l’agricoltura lombarda è già pronta a fornire il proprio contributo con i suoi 117 impianti di biogas già in funzione ed altri 198 in attesa di entrare in esercizio o di completare l’iter autorizzativo. In un quadro di profonda incertezza legata alla globalizzazione dei mercati, alle forti ed imprevedibili oscillazioni dei prezzi e al generale aumento dei costi di produzione, una parte consistente di imprenditori agricoli della Lombardia ha infatti visto nel campo innovativo delle agroenergie un’importante diversificazione della propria attività. Integrazione, complementarietà, attività connessa e proporzionata alla produzione aziendale tradizionale e non alternativa alla stessa: questi sono infatti i presupposti fondamentali sui quali si basa la posizione favorevole alle agroenergie di Confagricoltura Lombardia, senza dimenticare come per le aziende zootecniche esse possano rappresentare, oltre che un’integrazione del reddito, anche una possibilità di migliore gestione dei reflui di allevamento. Per dare definitivo avvio a un deciso sviluppo del settore, secondo Confagricoltura Lombardia, occorre ora che i decreti attuativi relativi al futuro sistema incentivante vengano al più presto emanati, tenendo conto della necessità di aumentare l’efficienza dei processi produttivi e di promuovere l’uso dei sottoprodotti agricoli e degli effluenti di allevamento, nonché evitando interpretazioni restrittive e disomogenee della normativa ambientale e controproducenti conflittualità tra produzione tradizionale ed energetica.
ContaCorrente è un piccolo congegno digitale che permette di gestire e monitorare il consumo elettrico di apparecchi ed elettrodomestici disseminati per la casa. Realizzato da EnerGrid, società italiana che opera nel settore della vendita di energia elettrica e gas naturale, il dispositivo si può acquistare on line (www.contacorrente.it), è poco più grande di una sveglia, disponibile in due colori (bianco e nero) e si collega direttamente al contatore della luce, consentendo di visualizzare in tempo reale sul display il costo in euro (giornaliero e mensile) dell’energia consumata e il valore di quella eventualmente prodotta da impianti fotovoltaici.
A prima vista sembrerebbe la pensilina di un normale parcheggio. Ma Antares, l’albero fotovoltaico progetto da Pininfarina, è molto più di un semplice spazio sosta per la macchina del futuro. Energetico. Sotto la sua ala – ricoperta dai 33 mq di 20 pannelli fotovoltaici da 230 Wp ciascuno, in grado di produrre una potenza totale nominale di 4,6 Kw – possono trovare riparo e ricaricarsi due city car. L’albero tecnologico è in grado di ricaricare, in un anno, il consumo delle due auto con percorrenza media giornaliera di 75 km.
Il pannello solare si mette in poltrona. Già, perché grazie al genio di Sheila Kennedy, docente di architettura al Mit (Massachusetts Institute of Technology), è stata realizzata una sedia a sdraio sul cui tettuccio sono montate alcune celle fotovoltaiche. Soft Rocker, questo il suo nome, è fornita di una batteria e durante le ore di sole accumula energia che poi rilascia all’occorrenza quando accoglie qualche ospite bisognoso di ricaricare il cellulare, il lettore mp3 o il tablet. La poltrona inoltre sfrutta l’equilibrio di chi ci si sdraia sopra creando una specie di traccia che verrà poi usata per guadagnare energia solare.
Domattina si voterà, in Senato, l’emendamento del governo al decreto omnibus che abroga le norme previste per la realizzazione di centrali nucleari in Italia. L’emendamento sostituisce la richiesta di moratoria contenuta nell’art. 5 del decreto, suscitando le proteste dell’opposizione che ha parlato di una mossa per evitare il referendum sul nucleare. L’Udc in particolare, ha chiesto che il governo riferisca sulla politica energetica dopo la decisione di abbandonare, di fatto, il piano nucleare.
30 giugno, 2011 in 
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