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La fibra ottica

Non siamo ai livelli della Corea del Sud, dove il tasso di penetrazione arriva al 52%, e neanche di Giappone, Emirati Arabi o Taiwan. Eppure nella vecchia Europa la fibra ottica è cresciuta in sei mesi del 18%: oggi gli abbonati fiber-to-the home sono quasi 3,9 milioni (8,1 milioni considerando la Russia). I dati sono stati presentati durante l’annuale conferenza di Ftth Council Europe che si è conclusa a Milano con 3.000 visitatori all’attivo e quasi 100 espositori provenienti da tutto il mondo. Ieri Carlota Perez, esperta internazionale sugli effetti socio-economici del cambiamento tecnologico, e Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea, responsabile per l’Agenda Digitale, hanno evidenziato le opportunità che la fibra ottica può creare per l’Europa, sia sotto l’aspetto sociale sia in termini di business. Nella classifica di Ftth Council Europe, la graduatoria dei paesi in cui più dell’1% delle famiglie è abbonato ai servizi in fibra, l’Italia è 17esima, scavalcata quest’anno da Francia, Portogallo e Repubblica Ceca. Il Belpaese conta a fine dicembre 2010 circa 348.000 abbonati con questa tecnologia. Secondo gli analisti l’Italia raggiungerà il 20% della penetrazione, percentuale minima per definire maturo lo sviluppo della tecnologia, non prima del 2019. Non si tratta di una performance positiva, ma neanche drammatica, visto che Gran Bretagna, Germania e Spagna sono del tutto assenti dalla graduatoria. Ai primi posti in Europa ci sono Lituania, Svezia, Slovenia e Slovacchia.

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