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Energia, la

Nel 2010 i volumi di energia elettrica scambiati in Italia sono tornati a crescere. Dopo la «debacle» del 2009 (-6,7%), gli acquisti e le vendite hanno registrato infatti una timida ripresa (+1,6%) sopra i 318 TWh. La fotografia presentata dalla newsletter delGme delinea, inoltre, che il prezzo di acquisto dell’energia alla Borsa elettrica nel 2010 è stato pari a 64,12 euro/MWh, con un aumento di soli 40 centesimi rispetto al 2009 (+0,6%). Un fattore di sostanziale stabilità che appare significativo alla luce del sensibile rialzo dei prezzi dei combustibili suimercati internazionali (Brent dated +36%), che ha notevolmente ridotto imargini degli operatori. Nel dettaglio, le vendite dalle unità di produzione dislocate sul territorio nazionale sono cresciute del 2,5%, favorite dalla riduzione delle importazioni (-3,1%). Tuttavia, gli scambi di energia sono risultati ancora inferiori al livello registrato nel 2005. L’offerta di energia elettrica, in media oraria superiore ai 58.000MWh(+2,1%), ha invece consolidato il costante trend di crescita registrato nell’ultimo quinquennio, sostenuto soprattutto dalle unità di produzione nazionali (+2,6%). Quanto all’energia negoziata nella borsa elettrica, pari a 199,5 TWh, si è ridotta del 6,4% e la liquidità del mercato è scesa al 62,6% toccando il minimo dal 2007. Guardando alle varie tecnologie di produzione, l’analisi rivela la crescita delle vendite da impianti a ciclo combinato (+16,6%), su tutte le zone ad eccezione del Centro Sud (-11,5%); più contenuto l’aumento delle vendite da impianti idroelettrici (+4,2%) e geotermici (+0,5%). In calo le vendite da altri impianti, in particolare quelle da termoelettrici tradizionali (-27,9%). Pertanto la quota delle vendite da ciclo combinato sale al 55,4% (dal 48,7%), mentre scende al 14,6% quella dagli impianti termici tradizionali (dal 20,8%).

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