Non capita tutti i giorni ad un’impresa, per quanto grande, di sottoscrivere un accordo che vale circa un terzo del Prodotto interno lordo di un Paese. Ma il colpaccio spetta da ieri a Terna, che con il governo del Montenegro ha firmato l’accordo definitivo per la realizzazione dell’interconnessione elettrica Italia-Montenegro. Insomma, un mega cavo elettrico per la trasmissione di energia verde (soprattutto idroelettrica) dalla città costiera di Tivat e Villanova (Pescara). L’intesa è stata ufficialmente sottoscritta alla presenza del ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, con l’operatore di trasmissione montenegrino Cges e lo Stato del Montenegro, in qualità di socio di maggioranza della società. Un affare da circa 760 milioni di euro per realizzare la connessione sottomarina tra il Paese balcanico e Pescara. Un’opera che prevede il posizionamento di 415 chilometri di cavo elettrico sottomarino e 25 terrestri interrati. «Nel 2011», ha spiegato l’amministratore delegato della società Flavio Cattaneo, «dovrebbero cominciare i lavori», ma l’ex direttore generale della Rai preferisce non indicare un mese, agganciato com’è alle pratiche di autorizzazione. L’elettrodotto potrà trasportare ben 1.000 MW, praticamente il fabbisogno energetico di una città delle dimensioni di Milano. Ma lo sviluppo dell’hub energetico montenegrino consentirà soprattutto di realizzare una piattaforma elettrica di scambio tra il nostro Paese e quasi tutti gli Stati dell’ex Jugoslavia. Il neo ministro dello Sviluppo Economico ha anche lanciato nuove iniziative per stringere ulteriormente i rapporti di collaborazione economica tra l’Italia e il Montenegro. C’è di buono che l’intesa tra Terna e il gestore montenegrino porterà ad un risparmio, tra minori costi per la bolletta energetica nazionalee la miglior efficienza del sistema elettrico, pari a 225 milioni di euro l’anno. E poi la connessione con l’Abruzzo consentirà di sanare il deficit energetico della regione. Significativo anche l’apporto occupazionale: circa 200 nuovi posti di lavoro in Italia, lavoro e commesse per circa 60 aziende dell’indotto e 600 posti di lavoro in Montenegro.
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24 novembre, 2010 in 

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