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Con l’impianto centralizzato ci guadagna pure l’ambiente

Impianto centralizzato? Conviene. Dopo il trionfo degli appartamenti con riscaldamento autonomo, negli anni ottanta e novanta, gli utenti tornano a scegliere la caldaia condominiale, ma di nuova generazione. Scelte che vengono soprattutto dal Nord Italia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Lombardia in testa, dove negli ultimi due anni la rigidità delle temperature ha portato a riconsiderare l’opzione dell’impianto. Secondo i dati di immobiliare.it il 10% delle case di nuova costruzione o ristrutturate, ne ha uno centralizzato a termovalvole. Valore che è quasi raddoppiato se confrontato con quello dello scorso anno e quintuplicato rispetto ad appena 24 mesi fa. Il centralizzato a termovalvole unisce il risparmio della caldaia condominiale alla possibilità di regolare il flusso di calore stanza per stanza e radiatore per radiatore. «Le caldaie centralizzate – spiega Stefano Ciafani di Legambiente – sono sempre più efficienti. Fino agli anni novanta l’affermazione del termoautonomo ha contribuito a svecchiare gli impianti a olio combustibile o carbone, che erano molto inquinanti. Ma oggi conviene tornare alla caldaia condominiale, sia per ragioni economiche che ecologiche. Sarebbe inoltre utile prevedere la contabilizzazione dei consumi appartamento per appartamento. Così si incentiva il risparmio». AMilano, per fare un esempio, c’è un limite di 20 gradi ad appartamento, spesso sforato, anche inconsapevolmente. Il centralizzato con le termovalvole potrebbe essere l’ideale per controllare i consumi. A beneficio del portafogli e dell’ambiente.

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