Impianti, che croce per chi vende
Articolo letto 80 volte - Inserito in News alle ore 7:53 - Mercoledì, 7 Maggio, 2008Se non sono a norma l´acquirente potrà pretendere uno sconto. Se gli impianti non sono a norma, vendere casa diventa molto più complicato. Dal 27 marzo di quest´anno chi vende un appartamento deve allegare all´atto di compravendita il certificato di conformità degli impianti alle norme di sicurezza. Non tutti i proprietari sono però in grado di produrre questa documentazione. Guido Pesaro, segretario nazionale installatori impianti Cna, precisa che in questi casi il venditore potrà esibire il "certificato di rispondenza", rivolgendosi ad un ingegnere, ad un perito tecnico o ad un responsabile tecnico di un´impresa abilitata che farà un sopralluogo presso l´unità immobiliare e il condominio per verificare l´effettivo stato degli impianti. Non si può escludere che l´ispezione si concluda con l´invito ad effettuare specifici interventi per regolarizzare l´immobile. A puro titolo orientativo, è ipotizzabile che il costo della dichiarazione "di rispondenza" oscilli fra i 400 e i 700 euro. «E´ auspicabile che il ministero per lo sviluppo economico - afferma Andrea Melani, responsabile regionale impiantisti elettrici Confartigianato Toscana - emani una circolare per chiarire l´effettiva portata della nuova normativa, sia per quanto concerne la modulistica relativa ai certificati di rispondenza che per quanto attiene alla conferma delle abilitazioni ottenute dalle aziende con le norme della legge numero 46/90».
Il ministero per lo sviluppo economico ha precisato che pur essendo obbligatoria la clausola di garanzia che il venditore deve prestare al momento della stipula, le parti potranno espressamente concordarne la limitazione o l´esclusione. A patto però che venga chiaramente precisata la conformità o la possibile non conformità di "ciascun impianto" alle norme di sicurezza.
E per i compromessi stipulati prima del 27 marzo? Qualora gli impianti non risultino a norma e nel preliminare non sia previsto nulla al riguardo, l´acquirente potrebbe richiedere al venditore uno sconto corrispondente all´onere che dovrà sostenere per "regolarizzare" gli impianti, anche se il notaio fiorentino Roberto Romoli ritiene che se l´acquirente non ha sollevato obiezioni al momento della stipula del compromesso nulla può poi pretendere.
Diverso, invece, il discorso per i futuri compromessi. La relazione di conformità che il venditore deve consegnare al momento della firma, oltre a riportare la conformità urbanistica, edilizia e catastale dell´immobile, dovrebbe specificare o meno la conformità degli impianti proprio ai fini di un corretto svolgimento delle trattative fra le parti. E´ opportuno che prima di firmare una proposta di acquisto, l´aspirante proprietario si rivolga ad un notaio di fiducia per farne visionare il contenuto. Se si renderanno necessari interventi di adeguamento degli impianti, il venditore dovrà valutare l´opportunità di effettuarli utilizzando a tale scopo anche il bonus Irpef del 36% (che poi girerà all´acquirente) oppure concedere uno sconto, lasciando all´acquirente l´onere di regolarizzare gli impianti. «Per l´installazione di un impianto elettrico di un appartamento di circa 80 metri quadrati - spiega Francesco Tarchi, coordinatore settore impianti Cna Firenze - è ipotizzabile un costo fra 3.500 e 4.000 euro, escluse le opere edilizie». (Rosa Serrano)
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