Innalzare produzione da fonti rinnovabili
Articolo letto 265 volte - Inserito in News alle ore 8:48 - Venerdì, 3 Ottobre, 2008Innalzare la quota di produzione elettrica da fonti rinnovabili ”dall’attuale 16-17% fino al 25%, in linea con gli obiettivi fissati a livello europeo. In particolare, per quanto riguarda l’eolico, secondo le stime del ministero dello Sviluppo Economico e dell’Enea, vi sono ancora 12.000 MW di potenza da installare”. Questo quanto affermato dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, nell’intervento inviato alla conferenza inaugurale di ZeroEmission Rome 2008, il salone internazionale delle energie rinnovabili che si chiudera’ il 4 ottobre. In particolare il ministro, nel messaggio, ha sottolineato come nel 2007 le rinnovabili abbiano raggiunto il minimo storico negli ultimi 15 anni con il 15,7%, giudicando ”insufficiente” ancora oggi l’apporto nella fornitura di elettricita’ da queste fonti. In tal senso ”intendiamo porre fine a questa inaccettabile situazione”, scrive Scajola. Scajola ha sottolineato quindi la necessita’ di riequilibrare il mix di generazione elettrica: 25% rinnovabili, 25% nucleare, 50% combustibili fossili. Senza l’apporto del nucleare, secondo il ministro ”nessuna strategia di riduzione della dipendenza dall’estero e della vulnerabilita’ del nostro sistema energetico puo’ ritenersi credibile”.
Per quanto riguarda il fronte rinnovabili, comunque, l’Italia non si trova in una posizione di vantaggio rispetto ai Paesi europei e allo scenario mondiale. Eppure, riferiscono gli operatori, il potenziale dell’energia ‘made in Italy’ in versione ecologica e’ enorme, anche in termini di occupazione. Solo per il settore eolico, ”le nostre stime parlano di un potenziale di energia dal vento ancora superiore ai 12.000 MW: ben 16.200 MW al 2020”, ha detto Oreste Vigorito, presidente di Anev, l’Associazione Nazionale Energia del Vento. ”Secondo uno studio realizzato insieme ad Anev, il settore eolico ha anche ottime prospettive occupazionali - ha poi spiegato Luigi Angeletti, segretario generale della Uil - se il potenziale italiano venisse realizzato, entro il 2020 si creerebbero oltre 66.000 nuovi posti di lavoro”. A livello globale, il mercato eolico e’ in forte crescita. ”Negli ultimi tre anni e’ aumentato, per nuova capacita’ installata, del 145% - ha spiegato Arthorous Zervos, presidente della European Wind Energy Association - i mercati principali sono in Europa (Spagna, Germania, Danimarca e anche Italia), ma in prospettiva sono destinati a crescere di molto in Usa e Cina”.
Dagli operatori presenti al Salone sconforto per il passato ma fiducia in obiettivi possibili. ”L’Italia ha perso un treno ma puo’ conquistare fette importanti: dalla componentistica al service e agli impianti, alle installazioni e poi tutto il nuovo fotovoltaico”, ha detto Carlo Durante, amministratore delegato di Maestrale Green Energy, la societa’ eolica che ha progetti in Italia per 600MW. Alla base, ha detto Roberto Longo, presidente dell’Associazione dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili (Aper), il fatto che in Italia ‘’sia mancata una politica delle rinnovabili”. Secondo Longo ora serve ”riconoscere gli obiettivi Ue, accettarli in maniera convinta e poi suddividere obblighi e obiettivi tra le Regioni”.
Ecco alcuni dati su eolico e fotovoltaico in Italia:
- EOLICO: 2.727 MW esistenti; per il 2008 riconferma delle prestazioni del 2007: con un incremento del 25%, il settore eolico italiano potrebbe superare la soglia dei 3.400 MW a fine 2008 (Fonte WindIt di Nomisma). Per quanto riguarda il potenziale 16.200 MW e 66.000 occupati al 2020 (Anev);
- FOTOVOLTAICO: al 25 agosto 2008 (vecchio e nuovo conto energia) gli impianti entrati in esercizio sono 15.122 per una potenza pari a 170,8 MW: 100,2 MW (4.807 impianti) per il vecchio conto energia e 70,6 MW (10.315 impianti) per il nuovo conto energia. (ANSA).
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