Il risparmio energetico con l’illuminazione
Articolo letto 124 volte - Inserito in News alle ore 9:10 - Sabato, 21 Giugno, 2008Il risparmio energetico con l’illuminazione
Lo sai che…
• Il consumo di un kWh, che corrisponde a circa mezzora di accensione di uno scaldacqua elettrico, richiede la combustione di circa 220 grammi di combustibile, e provoca l’emissione in atmosfera 500 grammi di anidride carbonica (uno dei gas maggior responsabile dell’aumento dell’effetto serra del pianeta)
• Una famiglia di 4 persone, consuma mediamente 500 kWh ogni bimestre, di cui 65-70 kWh per illuminare la propria casa.
• Usando lampade a risparmio energetico e distribuendo meglio i punti luce è possibile ridurre del 20% i consumi di energia elettrica necessaria per illuminare le nostre case.
In commercio troviamo una vasta gamma di lampade che differiscono oltre che per principio di funzionamento anche per
- la potenza (Watt)
- il flusso luminoso (Lumen), che esprime la quantità di energia luminosa emessa dalla lampada nell’unità di tempo
- l’efficienza luminosa (lumen/Watt), che da un’idea della quantità di energia elettrica assorbita dalla lampada viene trasformata in luce
- la tonalità della luce emessa, che viene espressa come temperatura di colore (da 1500 a 9000 Gradi Kelvin). Esistono lampade a tonalità calda che emettono luce tendente al giallo (bassa temperatura di colore); a tonalità neutra che emettono luce bianca; a tonalità fredda che emettono luce tendente al blu (alta temperatura di colore)
- il tempo di vita che viene espresso in ore.
Quindi, prima di scegliere quale lampada acquistare, bisogna pensare bene a qual è l’ambiente da illuminare, a quali attività vi si svolgono e per quante ore, in media, la lampada rimarrà accesa ogni giorno.
Le lampade per uso domestico che si trovano in commercio sono:
le lampade incandescenti tradizionali, cioè le comuni lampadine. Sono ancora molto diffuse nelle nostre case. Ma a fronte di un costo iniziale molto basso, mediamente 1 Euro l’una, hanno una breve durata di vita che è di circa 1000 ore, una bassissima efficienza perché il 90% dell’energia che assorbono per funzionare viene persa come calore e solo il 10% trasformato in luce. L’unico punto a loro favore è la tonalità calda della luce emessa che consente di distinguere agevolmente i colori degli oggetti illuminati.
Una volta esauste possono essere smaltite tra i rifiuti indifferenziati.
Eliminare il loro uso è il miglior modo per ridurre i consumi energetici nelle nostre case.
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